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Con il Messaggio n.2791/2018 l’INPS interviene in merito all’obbligo di erogare la quota integrativa della retribuzione (Qu.I.R.). Introdotta in via sperimentale con la legge di stabilità del 2015, in relazione ai periodi di paga decorrenti da marzo 2015 a giugno 2018, i lavoratori dipendenti del settore privato – ad eccezione dei lavoratori domestici e di quelli del settore agricolo – titolari di un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi, potevano chiedere al datore di lavoro la liquidazione della quota maturanda del trattamento di fine rapporto, sotto forma di integrazione della retribuzione mensile.

Non essendo stato adottato dal legislatore alcun provvedimento di proroga o reiterazione delle disposizioni normative che regolano l’istituto, a decorrere dal periodo paga di luglio 2018 i datori di lavoro non sono più tenuti ad erogare in busta paga la quota maturanda di trattamento di fine rapporto per i dipendenti che ne abbiano fatto richiesta. Pertanto, i datori di lavoro interessati non sono più tenuti all’assolvimento dei relativi obblighi informativi e contributivi.

Venuto meno l’obbligo predetto, i datori di lavoro dovranno procedere al ripristino dell’assetto previgente adeguando i relativi adempimenti a:

  • TFR accantonato in azienda;
  • TFR versato al fondo di tesoreria;
  • TFR versato alla forma pensionistica complementare.
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