Commercialisti e Consulenti del Lavoro
20 professionisti e 30 collaboratori qualificati al servizio delle imprese

Oggetto: Detassazione premi di risultato – Il requisito dell’incrementalità.

L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 78/E interviene nuovamente sui requisiti necessari per sfruttare le misure fiscali agevolative per le retribuzioni premiali. In particolare con la Legge di Stabilità 2016 è stata reintrodotta a regime, una modalità di tassazione agevolata, consistente nell’applicazione di un’imposta  Sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali del 10% ai “premi di risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di  produttività, reddittività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili” sulla base dei criteri definiti con il decreto emanato dal MLPS di concerto con il MEF in data 25 marzo 2016.

Il Decreto succitato definisce i premi di risultato come “somme di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione” individuando alcuni criteri di misurazione degli indici incrementali ai quali devono essere commisurati i premi.

L’applicazione dell’agevolazione è subordinata alla circostanza che l’erogazione delle somme avvenga “in esecuzione dei contratti aziendali o territoriali di cui all’art. 51 del D.lgs 81/2015”. I contratti collettivi devono prevedere un c.d. periodo congruo, ovvero di maturazione del premio, la cui durata può essere annuale, infrannuale o ultrannuale. Al termine del periodo congruo, l’Agenzia chiarisce, che deve essere verificato un incremento di produttività, redditività, ecc., costituente il presupposto per l’applicazione del regime agevolato.


Non è, pertanto sufficiente che l’obiettivo prefissato dalla contrattazione di secondo livello sia raggiunto, dal momento che è altresì necessario che il risultato conseguito dall’azienda risulti incrementale rispetto al risultato antecedente l’inizio del periodo di maturazione del premio. Il requisito dell’incrementalità, costituisce una caratteristica essenziale dell’agevolazione, che differenzia la misura dalle precedenti norme agevolative, in vigore dal 2008 al 2014, che premiavano fiscalmente specifiche voci retributive a prescindere dall’incremento di produttività.

Resta fermo che se al termine del periodo congruo non si registri l’incremento nei termini sopra illustrati, e il datore di lavoro abbia erogato il premio di risultato applicando il regime agevolativo, questi sarà tenuto, con la prima retribuzione utile, al recupero delle imposte non versate in occasione dell’erogazione dell’emolumento premiale.

Oggetto: Attenzione – truffe agli utenti da parte di falsi funzionari INPS.

L’INPS informa di essere è venuto a conoscenza di diversi tentativi di truffa ai danni degli utenti: alcuni hanno preso la forma di false email aventi a oggetto rimborsi contributivi, altri di telefonate da parte di sedicenti funzionari INPS che comunicavano la restituzione all’utente di somme non dovute. In tutti i casi, il fine fraudolento è quello di ottenere dati bancari e personali.

L’INPS non acquisisce, né telefonicamente né via email ordinaria, le coordinate bancarie o altri dati che permettano di risalire a qualsivoglia informazione finanziaria relativa agli assistiti. L’Istituto ha già segnalato tale fenomeno alle autorità competenti e invita i propri utenti a non dare seguito a nessuna richiesta che arrivi per email non certificata, per telefono o tramite il porta a porta.

Lo Studio Piana & Partners è a disposizione nel salvaguardare tutti i suoi clienti.

Il decreto legge Dignità aumenta l’importo dell’indennità risarcitoria che il giudice liquida in caso di licenziamento illegittimo, stabilendo il minimo in sei mensilità e il massimo in trentasei. Precedentemente i valori erano fissati, rispettivamente, in quattro e in ventiquattro mensilità.

Il cosiddetto “decreto dignità”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13/07/2018 ed entrato in vigore dal giorno successivo, apporta una serie di modifiche al mondo del lavoro:

Con il Messaggio n.2791/2018 l’INPS interviene in merito all’obbligo di erogare la quota integrativa della retribuzione (Qu.I.R.). Introdotta in via sperimentale con la legge di stabilità del 2015, in relazione ai periodi di paga decorrenti da marzo 2015 a giugno 2018, i lavoratori dipendenti del settore privato – ad eccezione dei lavoratori domestici e di quelli del settore agricolo – titolari di un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi, potevano chiedere al datore di lavoro la liquidazione della quota maturanda del trattamento di fine rapporto, sotto forma di integrazione della retribuzione mensile.

I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Maggiori informazioni Ok
×

CRISI D’IMPRESA, SI O NO?

La guida pratica per monitorare lo stato di salute della propria azienda:

Powered by ChronoForms - ChronoEngine.com