Commercialisti e Consulenti del Lavoro
20 professionisti e 30 collaboratori qualificati al servizio delle imprese

L’Agenzia delle Entrate ha emanato due circolari ministeriali (8/2018 e 13/2018) che hanno chiarito alcuni aspetti delle nuove disposizioni previste nella legge di Bilancio 2018.

Dal 1° luglio 2018, come già riferito nell’ultima circolare dello studio, sono cambiate le modalità di approccio da parte di imprese e professionisti nello specifico ambito del rifornimento di carburante presso gli impianti di distribuzione (i cosiddetti “distributori”), sia quelli con personale al servizio del cliente che quelli self service.

Si fa nuovamente presente che l’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante da autotrazione presso gli impianti di distribuzione (art. 1 DL 79/2018) è stato posticipato al 1° gennaio 2019.

Per la generalità dei casi è quindi previsto, fino al 31.12.2018 che non ci sia l’obbligo di richiedere la fattura elettronica al gestore dell’impianto di distribuzione.

E’ previsto però che per poter dedurre il costo e detrarre l’IVA sul carburante, sia necessario:

  1. effettuare i pagamenti con mezzi tracciabili principalmente: carta di credito, carta prepagata o carta di debito (carta per l’uso con il “bancomat”), richiedendo e conservando le ricevute rilasciate dal distributore (sia self service che non).
  2. Conservare contabilmente l’estratto conto rilasciato dall’emittente della carta. (Per una più snella contabilizzazione, si consiglia l’utilizzo di un solo strumento per ogni utilizzatore).

Tenuto conto che il pagamento viene effettuato con mezzi tracciabili, non è più necessario utilizzare la carta carburanti. Ne è comunque consentito l’utilizzo fino al 31.12.2018 quale documento da registrare ai fini IVA, in sostituzione di quello di cui al punto B) precedente, con l’avvertenza che contenga rifornimenti in linea con le ricevute dei pagamenti di cui al punto A).

L’impresa o il professionista, in alternativa (o integrazione) a quanto sopra, può stipulare un particolare contratto di somministrazione, chiamato “netting”, con l’utilizzo di tessere magnetiche (“carte fedeltà”).

Il contratto di netting prevede l’intervento del “distributore”, della compagnia petrolifera e del cliente finale come segue:

  • la compagnia petrolifera sottoscrive un contratto di somministrazione con il cliente finale (impresa o professionista) impegnandosi a cedere il carburante ogni qual volta il cliente farà rifornimento presso il distributore;
  • il “distributore” stipula un contratto di somministrazione con la compagnia petrolifera, in base al quale si impegna ad effettuare forniture di carburante che erogherà al cliente finale (senza incassare alcun corrispettivo).

In questo caso la fattura, sia dal gestore dell’impianto di distribuzione nei confronti della società petrolifera, che da quest’ultima nel confronti del cliente finale, dev’esser obbligatoriamente in formato elettronico.

Sotto il profilo finanziario il cliente attuerà pagamenti periodici direttamente alla compagnia petrolifera, senza effettuare alcun pagamento in sede di rifornimento presso il distributore. Il distributore otterrà il corrispettivo con cadenza periodica dalla compagnia petrolifera in base al contratto stipulato.

Nel caso la compagnia petrolifera abbia la sede fuori dal territorio dello stato la fattura andrà emessa nei confronti del cliente finale con l’inversione contabile-reverse charge (art. 17 c.2. dpr 633/72).

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