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News Settore Aziendale

Invitalia - Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia – promuove le start-up innovative ad alto contenuto tecnologico, nell’intento di stimolare una nuova cultura nell’economia digitale, valorizzando la ricerca scientifica ed incoraggiando il rientro dei “cervelli” dall’estero.

Ad oggi, 976 start-up hanno ottenuto agevolazioni per oltre 329 milioni di euro, creando più di 4.442 nuovi posti di lavoro.

L’agevolazione, interamente gestita da Invitalia, consiste in un finanziamento senza interessi e garanzie per un importo pari al 70% dei costi d’investimento e delle spese di gestione legate all’avvio del progetto (fino all’80% delle spese ammissibili laddove la compagine societaria sia interamente costituita da donne e/o da under 35, ovvero se tra i soci sia presente un esperto con il titolo di dottore di ricerca).

Le start-up localizzate in talune Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) beneficiano, altresì, di un contributo a fondo perduto pari al 20% del mutuo.

Smart&Start si rivolge alle start-up innovative di micro e piccole dimensioni, costituite da non più di quarantotto mesi, nonché alle persone fisiche che intendano costituire una start-up innovativa.

I progetti dovranno avere un programma di spesa di importo compreso tra i 100 mila euro e 1,5 milioni di euro.

Per ottenere il finanziamento, la start-up deve rispondere ai requisiti soggettivi ed oggettivi sanciti dall’art. 25 del D. L. 179/2012. Tra le principali condizioni stabilite dalla normativa, si richiede che:

  • l’impresa abbia sede in Italia e sia costituita da non più di 48 mesi nella forma di Società di capitali;
  • il valore della produzione annua non sia essere superiore a 5 milioni di euro;
  • l’oggetto sociale (esclusivo o prevalente) deve prevedere lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • l’impresa deve, altresì, possedere almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:
  • costi di ricerca e sviluppo pari ad almeno al 15% del maggior valore tra costo e valore della produzione;
  • almeno 1/3 del personale con esperienza pluriennale di ricerca o dottorato, ovvero 2/3 del personale in possesso di laurea magistrale;
  • disponibilità (titolarità, deposito o licenza) di almeno una privativa industriale (relativa ad invenzione industriale, biotecnologia, topografia di prodotto a semiconduttori, nuova varietà vegetale, Software registrato presso Registro Pubblico Speciale), connessa all’oggetto sociale dell’attività dell’impresa.

La domanda dovrà essere presentata esclusivamente via web, previa registrazione sulla piattaforma dedicata.

Il progetto verrà valutato nei 60 giorni successivi alla presentazione del business plan (nel quale dovranno essere evidenziati – tra gli altri – gli elementi innovativi dell’idea, le caratteristiche dei soggetti proponenti, gli aspetti economici e finanziari dell’iniziativa) e della documentazione completa.

Le richieste saranno esaminate in base all’ordine cronologico di arrivo (senza che siano previste graduatorie).

Lo studio Piana è disponibile per l'intera gestione dell'istruttoria, per la costituzione della new-co e per la successiva gestione civilistica e fiscale.

Il disegno di legge di bilancio 2020, prevede nuovamente la possibilità di RIVALUTARE i terreni agricoli e quelli edificabili.

La nuova riapertura dei termini prevede l’imposta sostitutiva dell’11% (l’anno scorso era il 10%)

Si fa presente che la rivalutazione può essere eseguita anche dopo la cessione, purché questa avvenga successivamente al 1° gennaio 2020.

Le imposte sui trasferimenti e le imposte dirette sono dovute sul valore minimo risultante dalla perizia e quindi tale valore deve essere reso al momento del rogito notarile.

Nel caso di cessione di un terreno suscettibile di utilizzazione edificatoria è possibile determinare l’Irpef con la tassazione separata: particolarmente in questo caso è necessario pertanto valutare attentamente, con appositi calcoli di convenienza, se procedere con la rivalutazione o meno.

Non è prevista invece la tassazione separata nel caso di terreni compresi in un piano di lottizzazione, in presenza di convenzione urbanistica sottoscritta.

CORRISPETTIVI TELEMATICI 2020: COSA SONO, TUTTI I VANTAGGI FISCALI

Corrispettivi telematici: cosa sono

È ormai tempo di iniziare a familiarizzare con i cosiddetti corrispettivi “telematici” anche per i commercianti al dettaglio che fatturano meno di 400.000 euro annui.

Dal 1° gennaio 2020 si dirà definitivamente addio al vecchio scontrino e alla vecchia ricevuta fiscale, nonché alla conservazione dei documenti in forma cartacea. Da tale data, si potrà parlare di soli due strumenti fiscali: la fattura elettronica e lo scontrino telematico; la parola “ricevuta” sarà così abolita.

Lo scontrino elettronico permetterà di ovviare all’obbligo di annotazione manuale dei corrispettivi nell’apposito registro, grazie alla sua trasmissione automatica all’Agenzia delle entrate.

I dati relativi ai corrispettivi giornalieri dovranno essere trasmessi telematicamente all’Agenzia entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione.

Corrispettivi telematici: come adeguarsi

Per adempiere agli obblighi introdotti dalla Legge di Bilancio 2019, è necessario dunque acquistare un Registratore Telematico (RT), identico al registratore fiscale tradizionale, che permette però di memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate gli scontrini telematici.

In alternativa, è data la possibilità di adattare il Registratore di Cassa che già si possiede ad RT, apponendo l’etichetta con la nuova matricola affianco alla vecchia etichetta con la matricola alla quale fa riferimento il libretto fiscale cartaceo del dispositivo.

Corrispettivi telematici: quali vantaggi fiscali

La “buona notizia” è che il Legislatore ha previsto due agevolazioni fiscali, in termini di credito d’imposta, a seconda della modalità adottata per adeguarsi alle nuove regole:

  • nel caso in cui si acquisti un Registratore Telematico, il contributo è pari al 50% della spesa, per un massimo di 250 euro;
  • invece, se si aggiorna un dispositivo idoneo già in possesso, il contributo è pari a 50 euro, per ciascuno strumento.

In entrambi i casi, la possibilità di usufruire di tali vantaggi fiscali è limitata al biennio 2019-2020, e condizionata a modalità di pagamento tracciabili.

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione a decorrere dalla prima liquidazione periodica IVA successiva al mese in cui si è provveduto a registrare la fattura di acquisto.

Ma non cadete in errore! Perché alcuni nuovi acquisti sono considerati, ai fini dell’individuazione della tipologia di credito, spese di adattamento.

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IL CONTROLLO DI GESTIONE: UNA GUIDA PER LA TUA IMPRESA

Nel mondo attuale, il modo di fare impresa è cambiato. I mercati si sono spinti oltre i confini nazionali ed europei, allargando sì il bacino dei consumatori a cui puntare, ma nel contempo anche le aziende con cui competere. Il modo di acquistare dei clienti si è radicalmente trasformato, diventando fattore decisivo l’esperienza di acquisto offerta. Lo sfruttamento di processi automatizzati nelle diverse aree aziendali ha permesso, in linea generale, di abbassare i costi di produzione, scatenando la cosiddetta “guerra al ribasso” dei prezzi.

Tutti questi fattori hanno avuto un impatto maggiore soprattutto sulle piccole e medie imprese. Questo perché, mentre fino a qualche tempo fa l’intuito imprenditoriale e una modesta conoscenza del settore erano sufficienti per adottare delle politiche di business mediamente buone, oggi questo modo di operare non funziona più.

Tuttavia, una soluzione ottimale per fronteggiare il cambiamento esiste e si chiama controllo di gestione. Ma che cosa è il controllo di gestione?

Il controllo di gestione è un insieme di strumenti e processi che permettono, attraverso un’analisi della situazione attuale e pregressa, di pianificare e programmare le attività aziendali per raggiungere in modo efficiente gli obiettivi dell’impresa. Se si considerano la mole degli impegni e delle incombenze a cui è soggetto l’imprenditore è chiaro che tenere sotto controllo l’andamento dell’attività, analizzare gli scostamenti con i risultati dei precedenti esercizi e coordinare tutti i fattori i produttivi, non è sicuramente semplice. Proprio per questo motivo, la consultazione di un professionista nel campo permette di realizzare ed applicare mosse strategiche, come l’analisi dei costi di produzione e gestione piuttosto che la determinazione del prezzo finale più adeguato, altrimenti di difficile realizzazione.

Come può quindi il controllo di gestione aiutare la tua impresa? Semplice: il punto chiave del controllo di gestione risiede proprio nello sfruttamento e nell’elaborazione dei dati a disposizione, emergenti dalla contabilità e dal bilancio periodico, per poter determinare una pianificazione strategica dei processi aziendali, la suddivisione corretta delle mansioni tra le diverse aree di business, ovvero il modo più efficiente di organizzare la propria impresa. Si pensi, quindi, al controllo di gestione come ad un navigatore satellitare: impostata la destinazione finale, il navigatore, sfruttando le informazioni a disposizione sulla rete, ci indica il percorso più breve e con meno traffico per arrivare a destinazione, risparmiando così carburante, stress e tempo.

In un ambiente altamente competitivo e con margini di profitto limitati, l’azienda deve implementare un’organizzazione efficiente e strumenti che permettano di adottare decisioni tempestive e consapevoli; proprio per questo, necessita di un “navigatore” che indichi il percorso migliore per arrivare all’obbiettivo.

Studio Piana è in grado di fornirti gli strumenti che ti consentono di gestire in modo ottimale la tua attività.

 

DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO: RIVALUTAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI

Il disegno di legge di bilancio 2020, prevede nuovamente la possibilità di RIVALUTARE il valore delle partecipazioni societarie (escluse quelle di società quotate) da parte delle persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali.

La nuova riapertura dei termini prevede l’imposta sostitutiva dell’11% per tutte le partecipazioni: risulta quindi invariata rispetto all’anno scorso la percentuale per le partecipazioni qualificate, mentre quelle non qualificate sono aumentate di un punto percentuale.

La rideterminazione può essere effettuata a condizione che le partecipazioni siano detenute al 1° gennaio 2020, mentre la perizia asseverata e il versamento devono avvenire nel termine del 30 giugno 2020.

Si fa presente che la rivalutazione può essere eseguita anche dopo la cessione, purché questa avvenga successivamente al 1° gennaio 2020.

Nei casi di vendita di partecipazioni societarie è necessario pertanto confrontare l’11% del valore complessivo lordo (il prezzo di vendita) con il 26% della plusvalenza (che invece deriva dalla differenza tra prezzo di vendita pagato e costo fiscale della partecipazione).

CODICE DELLA CRISI E NUOVE RESPONSABILITA' PER GLI AMMINISTRATORI

Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza ha apportato alcune modifiche al codice civile, tali modifiche introducono nuovi obblighi in capo agli amministratori di società, i quali, hanno come fine ultimo quello di agevolare azioni di responsabilità nei loro confronti.

E’ quindi fondamentale che gli amministratori acquisiscano consapevolezza della portata concreta dei nuovi obblighi incombenti sulle loro teste in modo da poter orientare la loro condotta alla luce delle nuove disposizioni normative ed adempiere alle stesse mediante l’adeguamento della propria organizzazione d’impresa.

Il fulcro della modifica normativa è l’introduzione del secondo comma dell’art. 2086 c.c., che impone all’imprenditore l’obbligo:

  1. di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, rivolto anche (ma non solo) alla rilevazione tempestiva della crisi d’impresa e della perdita della continuità aziendale;
  2. di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi ed il recupero della continuità aziendale.

Diventa dunque necessario predisporre un assetto aziendale che quantomeno allerti circa le difficoltà aziendali e preveda la rilevazione dello stato di crisi nonché la gestione delle relative segnalazioni. Risulta fondamentale far emergere anzitempo quegli indicatori di squilibrio economico, patrimoniale e finanziario cui il codice della crisi fa riferimento quali indicatori di crisi.

Tale assetto dovrà essere adeguato e verificato e dovrà essere in grado di monitorare efficacemente le continuità aziendale. Questo dunque non solo consentirà di evitare il peggio l’azienda ma anche, evitare le responsabilità in capo agli amministratori.

Si avvicina la scadenza per effettuare la prenotazione anche per l'anno 2019, tramite l'apposita domanda telematica, per l'accesso al cd "bonus pubblicità". Entro il 1° aprile infatti sarà necessario inviare telematicamente la domanda per la richiesta di fruizione del credito d'imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali da effettuare nel 2019.

Tale bonus riguarda gli investimenti pubblicitari sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

I soggetti che possono accedervi sono le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali, a condizione che gli investimenti effettuati nel 2019 superino almeno dell'1% l'ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel 2018.

Il credito di imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, tenendo conto del limite delle risorse di bilancio stanziate annualmente che ne costituisce il tetto di spesa, mentre la percentuale del credito è elevata al 90% nel caso di micro, piccole e medie imprese, e start-up innovative. Tale maggior valore è subordinato al perfezionamento della procedura di notifica alla Commissione europea.

Scade il prossimo giovedì 21 febbraio la prima comunicazione da effettuarsi all'Enea riguardante tutti i lavori agevolati dalla detrazione per le ristrutturazioni (50%) che hanno un impatto sui consumi energetici dell'edificio. E' stato infatti introdotto l’obbligo di trasmettere all’ENEA le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus).

Tale primo invio interessa gli interventi ultimati entro la data del 22 novembre 2018, per quelli ultimati successivamente l'invio dovrà essere fatto entro il termine di 90 giorni dall'ultimazione lavori.

Questa nuova comunicazione è relativa agli interventi di ristrutturazione edilizia, conclusi nel 2018, che comportano risparmio energetico e/o utilizzo di fonti rinnovabili di energia. Per gli altri interventi, che NON comportano risparmio energetico, non è necessario inviare nulla.

Gli esempi più frequenti di queste opere si riferiscono alla sostituzione delle finestre, sostituzione caldaie, impianti fotovoltaici e le coibentazioni.

La comunicazione consiste in un invio telematico effettuabile mediante l'apposito sito messo a disposizione dall'Enea: http://ristrutturazioni2018.enea.it.

Lo studio rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.

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